Offriamo anche servizi di revisione testi e correzione bozze in italiano e giapponese.

Revisione testi e correzione bozze da/in giapponese

Servizio di correzione e revisione di traduzioni in o verso il giapponese esistenti

Correggere o revisionare una traduzione giapponese esistente per migliorarla

Quello della traduzione è uno dei pochissimi settori in cui è largamente diffuso, oltre che contemplato in una specifica norma ISO per fornitori di servizi linguistici, o LSP, il requisito di sottoporre un lavoro alla revisione di terzi. Tuttavia i concetti di revisione testi e correzione bozze sono spesso fraintesi anche dagli stessi addetti ai lavori, il che porta a una certa confusione nella loro attuazione.

Introduzione ai nostri servizi di revisione testi e correzione bozze

Secondo le norme ISO e una prassi ormai consolidata presso i cosiddetti LSP, le traduzioni dovrebbero passare per tre-quattro fasi successive ben distinte:

  1. VERIFICA: controllo post-traduzione da parte del traduttore originale. Non è necessario richiederla esplicitamente perché è dovuta.
  2. REVISIONE: controllo post-traduzione da parte di un revisore - che deve essere diverso dal traduttore originale - per correggere errori di contenuto e verificare la coerenza terminologica e il registro
  3. REVISIONE SPECIALISTICA: controllo post-traduzione o post-revisione da parte di un revisore specializzato nel settore specifico, se del caso. Consiste di una revisione monolingue per valutare la correttezza terminologica e l’idoneità della traduzione allo scopo concordato e al pubblico di destinazione.
  4. CORREZIONE BOZZE: controllo finale pre-pubblicazione per garantire che tutti gli errori siano stati eliminati e che in fase d'impaginazione non ne siano stati introdotti di nuovi

Questa è ormai una consuetudine largamente diffusa, ma naturalmente non significa che ogni traduzione debba necessariamente passare per la fasi 2, 3 e 4. Tutto dipende da quale problema essa potrebbe creare qualora non lo si faccia.

Va da sé che il traduttore originale - il protagonista numero uno della transazione linguistica - prima di consegnare una traduzione è tenuto ad effettuarne anche il controllo di correttezza contenutistica, sintattica e grammaticale.

Questo però non è sempre sufficiente. L'occhio attento di una seconda persona - generalmente un altro traduttore, purché competente - può infatti rilevare gli errori sfuggiti al controllo del primo che, si ritiene, manca della necessaria capacità di giudizio critico del proprio lavoro. In altre parole, il secondo traduttore che allo scopo si trasforma in revisore acquisisce all'istante una capacità speciale di trovare gli errori degli altri (mentre potrebbe avere più difficoltà a individuare i propri).

Mentre un traduttore generalista linguisticamente preparato può trovare difficili certi testi specialistici e, di conseguenza, finire per tradurli in modo eccessivamente “creativo”, pur magari non disponendo della stessa preparazione linguistica quello specializzato può essere preferibile al primo proprio per le competenze specifiche che possiede. In questo caso l'intervento di un secondo professionista, che allo scopo diviene il revisore, è auspicabile per rendere la traduzione finale più fruibile e adatta al pubblico di destinazione.

Nella maggior parte dei casi uno o più errori di traduzione, purché non gravi, non pregiudicano la corretta fruibilità del contenuto, né possono divenire causa d'incidenti o contenziosi legali. In altri casi il rischio effettivamente sussiste, e poiché il traduttore non è infallibile, per evitare situazioni in cui uno o più errori gravi possono comportare rischi per la vita o anche solo d'immagine è opportuno, se non addirittura raccomandabile, che il testo venga sottoposto al controllo di un revisore professionista, tra l'altro nemmeno questo infallibile.

Noi possiamo essere traduttori o revisori di traduzioni in/dal giapponese. Nella prima veste garantiamo naturalmente la fase 1 (verifica), mentre da revisori la fase 2 (revisione) e/o 4 (correzione bozze) a seconda delle istruzioni ricevute.

Le nostre combinazioni linguistiche:

  • Italiano → giapponese
  • Giapponese → italiano
  • Inglese → italiano
  • Inglese → giapponese

Detto questo, è fondamentale comprendere bene la differenza fra revisione testi e correzione bozze, perché non sono la stessa cosa e spesso anche gli addetti ai lavori, non solo i traduttori ma anche le stesse agenzie di traduzione, ne confondono la natura se non altro in termini.

Cos'è la revisione testi

Anche detta controllo bilingue ma talvolta pure cross-check e spesso (in Giappone) persino... native check, è il processo di "correzione e miglioramento" di una traduzione esistente che il committente può richiedere per accertarsi della sua fondamentale correttezza affinché - soprattutto quando è destinata a un uso che se spiegato erroneamente può dar luogo a seri problemi di salute o sicurezza, oppure d'immagine se il registro non è adeguato o comunque non adatto al pubblico di destinazione - non danneggi la propria reputazione.

Ne consegue che per effettuarla correttamente è necessario conoscere adeguatamente sia la lingua di partenza, o passiva, sia quella di destinazione, o attiva, e naturalmente disporre del testo originale.

Oscar Wilde

Ho lavorato tutta la mattina alla rilettura di uno dei miei poemi, e ho tolto una virgola. Nel pomeriggio l'ho rimessa.

Oscar Wilde
Scrittore, aforista, poeta ecc.

In genere la revisione deve essere affidata a un traduttore o revisore professionista madrelingua della lingua attiva. A volte, tuttavia, soprattutto per testi specialistici che richiedono l'uso di una terminologia specifica non facilmente o velocemente acquisibile, può essere giustificato affidarla a chi, pur essendo solo di madrelingua passiva, possiede nozioni particolarmente utili da risultare preferibile al primo proprio perché può garantire un lavoro più professionale. S’incaricherà poi un correttore di bozze per il controllo sintattico e grammaticale finale.

In linea generale si può dire che il revisore deve essere anche uno strumento didattico per il traduttore originale, perciò fondamentalmente più bravo. Ma questo succede meno di quanto dovrebbe.

I pre-requisiti del revisore:

  • Conoscere molto bene la materia trattata
  • Conoscere adeguatamente bene la lingua passiva e la lingua attiva

La revisione testi dovrebbe essere retribuita sulla base del tempo effettivamente impiegato per effettuarla. Talvolta tuttavia, se non di frequente, esso può anche superare quello che si impiegherebbe a ritradurre il testo daccapo perché si deve manovrare su un testo già scritto, il che spesso è più un ostacolo che un riferimento utile.

Cos'è la correzione bozze

In inglese proofreading, è la fase post-revisione in cui si pone a scrutinio la correttezza formale di un testo. Non ne richiede il controllo terminologico.

Ne consegue che è altresì irrilevante che il correttore di bozze possegga la padronanza della materia trattata e della lingua passiva, o di partenza. In generale il tempo impiegato in questa fase è direttamente proporzionale al numero di parole e pertanto la tariffa del servizio è normalmente a parola.

Tuttavia capita di frequente che il committente richieda la correzione bozze quando in effetti sarebbe necessaria la revisione, più che altro a causa della confusione generalizzata sull'uso dei termini di revisione testi e correzione bozze stessi, peraltro poco giustificabile quando fatta dalle agenzie di traduzione (a proposito, nella nostra pagina dedicata alle agenzie di traduzione parliamo anche di questo).

Spesso a tradurre sono traduttori non madrelingua - caso invero frequente - e benché a volte la bravura di alcuni di essi sia sorprendente, sono troppe le lacune grammaticali, di sintassi ma, soprattutto, di stile di scrittura da costringere a intervenire con una revisione completa o, addirittura, una nuova traduzione.

Il pre-requisito fondamentale della correzione bozze:

  • Essere madrelingua della lingua attiva

L'uso e l'abuso del servizio di revisione testi

Quello della traduzione è un campo altamente creativo e traduttori diversi possiedono un livello di creatività espressiva variabile.

A parità di correttezza fondamentale di traduzione, molte sono le possibili soluzioni "estetiche" chiamate stili di scrittura. Basta sottoporre a dieci traduttori un testo sufficientemente lungo e articolato: anche se tutte le traduzioni saranno sostanzialmente corrette, esteticamente saranno tutte diverse. Sottoponendole poi a dieci revisori diversi molto probabilmente si otterranno dieci nuove versioni esteticamente diverse, il che significa, sempre nel presupposto che siano tutte fondamentalmente corrette, che si potrà scegliere tra ben venti versioni finali del medesimo testo d'origine! Quale sarà dunque la "migliore"?

Per questo motivo è opportuno definire bene il campo d'azione del revisore, specificando cosa deve e cosa non può fare per evitare che per questioni di ego personale o per pura auto-promozione (a danno deliberato del traduttore originale) finisca col compromettere una traduzione già in origine ben fatta e ampiamente fruibile.

Idealmente il revisore dovrebbe limitarsi a suggerire le correzioni anziché implementarle direttamente, lasciando tale operazione al traduttore originale del quale se ne dovrebbe altresì rispettare il diritto di contestazione. Purtroppo questo non succede sempre, perché il committente normalmente tende ad adottare la nuova versione pensando che, appunto perché revisionata, debba essere corretta per definizione, oppure perché un nuovo coinvolgimento del traduttore può creare confusione o non essere pratico.

Quando non conosce le lingue coinvolte (in particolare quelle più esotiche come il giapponese), il committente non sa giudicare da sé la qualità di una traduzione e se il revisore non è all'altezza del compito può finire per rovinare una traduzione magari già ben fatta. In tal caso, oltre a risultare il prezzo finale del lavoro inutilmente più alto, il committente può essere indotto a scartare il traduttore originale solo perché non è riuscito a valutarlo correttamente. Per questo è importante coinvolgerlo anche nel processo di revisione.

Tariffe di revisione e correzione bozze

Condizioni particolari per
agenzie di traduzioni


Contattateci.
Servizio Tariffa
Revisione testi: 40 € l'ora
Correzione bozze: 7 € ogni 200 parole

Condizioni di fornitura

  • Queste tariffe sono soggette a regolare aggiornamento sulla base del cambio yen-euro
  • Con "pagina" s'intendono 200 parole italiane o inglesi o 400 caratteri giapponesi
  • L'importo minimo di fatturazione è 40 €
  • Il termine di pagamento è 30 gg. d.f.f.m. (anticipato per i privati)
  • Metodo di pagamento: PayPal o carta di credito (MasterCard, Visa o Amex) tramite servizio PayPal (anche senza possedere un account)

In calce a questa pagina si trova il link a quella delle Condizioni di fornitura e dell'informativa sulla privacy.

Nella pagina Contatto del menu principale scegliete un modo per inviarci la vostra richiesta di traduzione in/da giapponese o da inglese o anche di semplici informazioni sui nostri servizi linguistici.


Note sulle tariffe di revisione

Quando la traduzione originale è fondamentalmente sbagliata, di registro inadeguato, carente sotto il profilo lessicale, troppo letterale o non sufficientemente scorrevole, il committente deve accettare il fatto che il costo della revisione possa eguagliare se non addirittura superare quello della traduzione stessa, che magari è risultata particolarmente economica proprio perché era stata affidata a un traduttore poco preparato o inesperto.

Rielaborare un testo esistente richiede infatti più tempo, perché occorre muoversi in uno spazio già in qualche modo delimitato, manovrare con attenzione per mantenerne intatte le parti corrette, entrare nella mentalità del traduttore originale ed entro certi limiti nel suo stile di scrittura. Cioè, occorre pensare molto di più e, paradossalmente, il rischio d'introdurre nuovi errori aumenta.

In ogni caso, per valutare il costo della revisione in termini di tempo naturalmente è necessario vedere il testo su cui si dovrà lavorare. Incomprensibilmente è molto diffusa l’idea secondo cui la tariffa della revisione debba essere una percentuale fissa di quella della traduzione, normalmente intorno al 50%. Questo è concettualmente sbagliato, perché non è possibile conoscere a priori l'entità dell'intervento.

Il rischio in effetti non sarebbe solo del revisore che sbagliando a quantificare la propria retribuzione economica non guadagnerebbe a sufficienza rispetto al tempo effettivamente impiegato, ma di tutta la catena del valore qualora sentendosi costretto a lavorare velocemente e senza il necessario impegno proprio a causa della bassa tariffa di revisione accettata non adempiesse onestamente all'incarico ricevuto: migliorare la traduzione anziché peggiorarla.