Proofreading ed editing? E il ruolo delle agenzie di traduzione?
Correzione bozze (proofreading) e revisione testi (editing o cross-check) sono due diversi stadi dello stesso processo di controllo/miglioramento della qualità di un testo già tradotto, ove il primo in genere ne costituisce la fase finale.

La correzione bozze, comunemente conosciuta come "proofreading", dovrebbe limitarsi all’individuazione degli errori ortografici e di sintassi, di concordanza, controllo di layout e così via.
In questa fase di controllo post-traduzione, pertanto, il significato della terminologia usata non è rilevante. Ne consegue che è altresì irrilevante per il correttore di bozze possedere la padronanza della materia trattata. L’uso del dizionario deve quindi trovare un limite nella verifica della grafia, della coniugazione dei verbi e poc'altro ancora.
Quella della correzione bozze è pertanto una funzione che dovrebbe spettare a un madrelingua nella lingua di arrivo.
Pur solo in minima parte visti i limiti e le grossolane lacune che li caratterizzano, è una funzione demandabile al programma di scrittura usato che solitamente contiene un correttore ortografico. Poiché chi svolge la sola funzione di controllo bozze non deve fare valutazioni terminologiche, il tempo impiegato per eseguirla è relativamente breve, a meno che il testo non sia talmente mal scritto - ad esempio da un traduttore non madrelingua - da suggerirne la pressoché completa riscrittura. Affinché divenga una funzione di controllo ragionevolmente semplice, i prerequisiti dell’attività di controllo bozze sono quindi:
Poiché l’attività di correzione bozze è relativamente rapida e non richiede ricerche terminologiche, è normalmente retribuita a numero di parole di testo in percentuale delle normali tariffe di traduzione (il 25%-30% sembra essere la norma). Ciò è tuttavia più difficilmente applicabile qualora il testo di partenza non sia stato scritto da un madrelingua, poiché in tal caso potrebbe rendersi necessaria anche la revisione per individuare eventuali errori di traduzione.
Come accade a molti altri nostri colleghi, anche noi riceviamo spesso la richiesta di "rivedere" traduzioni fatte da traduttori non madrelingua (nel nostro caso si tratta quasi sempre di traduttori giapponesi) e, benché a volte la bravura di alcuni di loro sia sorprendente, troppe sono le lacune grammaticali, di sintassi ma, soprattutto, di stile di scrittura, da costringerci a proporre una traduzione completamente nuova. Quello che però sorprende ancor più è che questo a volte capita anche con le traduzioni fatte da colleghi madrelingua...
La revisione dei testi, in inglese "editing" o "cross-check" (ma a volte anche "rewriting" o persino, erroneamente, "copy-writing") è invece il processo di miglioramento di un testo già tradotto, particolarmente mirato all’uso di una corretta terminologia e/o stile di scrittura e all'adattamento a un certo pubblico di destinazione.
Tale attività richiede la necessaria adeguatezza terminologica e, spesso, anche per scopi didattici, l’inserimento di commenti ad uso sia del cliente sia del traduttore d'origine. A volte chi revisiona i testi si limita a raccomandare determinati termini o espressioni, senza implementarli direttamente ma, anzi, demandare tale operazione al traduttore originale al quale il committente può - dovrebbe, secondo noi - riservare la capacità di contestazione. Il più delle volte, comunque, il lavoro del revisore si estende al controllo di aderenza del testo a standard di scrittura accettabili, alla sua scorrevolezza e, non meno importante, al fatto che abbia un senso. Eh sì, perché piuttosto di frequente capita di leggere frasi senza senso, traduzioni pateticamente letterali che quasi sempre nascondono la mancata comprensione del testo di partenza.
Continua...Le donne sono come le buone traduzioni: raramente sono fedeli.



