Perché tanta confusione tra proofreading ed editing? E il ruolo delle agenzie di traduzione?

Correzione bozze, o "proofreading", e revisione testi, o "editing" e a volte anche "cross-check": cosa sono? Per molte agenzie di traduzione, ma anche per molti traduttori, la differenza tra correzione bozze e revisione testi è sempre stata – ed evidentemente continua ad essere – alquanto nebulosa. Per altri ancora sono la stessa cosa, benché la differenza tra i due sia considerevole e rilevante a seconda del tipo di testo in questione. Anche noi riceviamo spesso richieste di fornire l'uno o l'altro servizio, o entrambi, per traduzioni svolte da altri e, anche noi trovandoci a testimoniare questo stato di confusione, abbiamo deciso di dire la nostra.

Innanzi tutto, correzione bozze (proofreading) e revisione testi (editing o cross-check) sono due diversi stadi dello stesso processo di controllo/miglioramento della qualità di un testo già tradotto, ove il primo in genere ne costituisce la fase finale.


Proofreading, o correzione bozze

Correzione bozze, o proofreading
La correzione bozze, comunemente conosciuta anche come "proofreading", dovrebbe limitarsi all’individuazione degli errori ortografici e di sintassi, di concordanza, controllo di layout e così via.

Correzione bozze, o proofreading: è la fase post-traduzione in cui se ne pone a scrutinio la correttezza grammaticale e sintattica.

In questa fase di controllo post-traduzione, pertanto, il significato della terminologia usata non è molto rilevante. Ne consegue che è altresì irrilevante per il correttore di bozze possedere la padronanza della materia trattata. L’uso del dizionario linguistico deve quindi trovare un limite nella verifica della grafia, della coniugazione dei verbi e poco altro ancora.

Quella della correzione bozze è pertanto una funzione che dovrebbe spettare a un madrelingua (della lingua di destinazione), della quale deve possedere una conoscenza perfetta.

In parte - ma solo in minima parte - è una funzione demandabile al programma di scrittura usato che solitamente contiene un correttore ortografico, benché spesso presenti limiti e lacune piuttosto evidenti. Poiché chi svolge la funzione di controllo bozze non si deve soffermare sulla valutazione dei termini usati, il tempo impiegato ad eseguirla è relativamente breve, a meno che il testo non sia talmente mal scritto - ad esempio scritto da un traduttore non madrelingua - da farne suggerire la pressoché completa riscrittura. I prerequisiti dell’attività di controllo bozze, affinché divenga una funzione di controllo ragionevolmente semplice, sono quindi:

Il correttore di bozze, altrimenti detto proofreader, deve possedere la totale padronanza della lingua di destinazione, della quale deve quindi essere madrelingua (condizione tuttavia non sufficiente, poiché non tutti i traduttori sono perfettamente padroni della propria lingua madre).
Il correttore di bozze deve ricevere dal committente precise istruzioni sui limiti del proprio incarico; deve cioè essere chiaro se il lavoro affidatogli è effettivamente e semplicemente quello di correzione delle bozze oppure quello più ampio della revisione.
Il servizio di correzione bozze può essere retribuito a numero di parole, mentre quello di revisione dovrebbe essere retribuito a tempo.

Poiché l’attività di correzione bozze è relativamente rapida e non richiede ricerche terminologiche, è normalmente retribuita a numero di parole di testo in percentuale delle normali tariffe di traduzione (il 25%-30% sembra essere la norma). Ciò non è tuttavia applicabile qualora il testo di origine non sia stato tradotto da un madrelingua, poiché in tal caso potrebbe rendersi necessaria anche la revisione per individuare eventuali errori di traduzione.

Anche noi riceviamo spesso la richiesta di "rivedere" traduzioni fatte da traduttori non madrelingua (nel nostro caso traduttori giapponesi) e, benché a volte la bravura di alcuni di loro sia sorprendente, troppe sono le lacune grammaticali, di sintassi ma, soprattutto, di stile di scrittura, da costringerci a proporre una traduzione completamente nuova. A volte, e questo è parecchio sorprendente, questo capita anche con traduttori madrelingua...



Revisione testi, o editing

La revisione dei testi, in inglese "editing" o "cross-check" (ma a volte anche "rewriting" o persino, erroneamente, "copy-writing") è invece il processo di miglioramento di un testo già tradotto, particolarmente mirato all’uso di una corretta terminologia e/o stile di scrittura e all'adattamento a un certo pubblico di destinazione.

Revisione testi (o proofreading o cross-check): è la fase post-traduzione in cui se ne pone a scrutinio il contenuto e lo stile di scrittura.

Tale attività richiede la necessaria adeguatezza terminologica e, spesso, anche per scopi didattici, l’inserimento di commenti ad uso sia del committente sia del traduttore d'origine. A volte chi revisiona i testi si limita a raccomandare determinati termini o espressioni, senza implementarli direttamente ma, anzi, demandare tale operazione al traduttore originale al quale il committente può - dovrebbe, secondo noi - riservare la capacità di contestazione. Il più delle volte, comunque, il lavoro del revisore si estende al controllo di aderenza del testo a standard di scrittura accettabili, alla sua scorrevolezza e, non meno importante, al fatto che abbia un senso. Eh sì, perché piuttosto di frequente capita di leggere frasi senza senso, molto probabilmente traduzioni pateticamente letterali che probabilmente nascondono la mancata comprensione del testo d'origine.

continua...

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