Un luogo tranquillo, un paradiso naturale di verde, azzurro e sorgenti termali non lontano da Tokyo
Izu Kogen, nella regione di Shizuoka, è posta tra lo splendido Oceano Pacifico e lussureggianti colline e vanta un'alta concentrazione di aria pulita, cibo squisito e sorgenti termali. Questo è il luogo che abbiamo scelto, dopo anni di città, per continuare il nostro lavoro di traduttori.

Gli scenari della penisola di Izu ci ricordano molto la Liguria, ove abbiamo vissuto molti anni: mare, cielo e monti, gente riservata e un habitat che attrae sempre più gente anche da città lontane.

Da Izu Kogen è facile raggiungere e ritornare da Tokyo in giornata, ed è quindi ideale per il nostro lavoro d'interpretariato. Prendendo lo Shinkansen da Atami - un po' fantasiosamente chiamata la "Montecarlo giapponese" - in soli 36 minuti si è a Tokyo. Ed esattamente nello stesso tempo, dopo la polvere e il rumore della città, si è nuovamente tra mare e monti.
Poiché il lavoro di traduzione ci costringe quasi ininterrottamente davanti al computer, condizione stressante più per il fisico che per la mente, in mezzo a sì tanta energia vitale troviamo rigenerante concederci brevi soste in giardino per le molte cure che esso richiede tutto l'anno. E d'estate il mare è a portata di mano: mezz'ora di nuotata in mattinata o nel tardo pomeriggio bastano per ripristinare le energie mentali e farci continuare il lavoro spesso sino a tarda sera.

Ma sono le lunghe camminate in queste autentiche docce di ioni negativi, labirinti di verde ove ancora riusciamo a perderci, la vera rigenerazione dalla, a volte, estenuante attività mentale.
Sebbene Izu Kogen sia da sempre considerato un luogo di vacanze, di ryokan e pensioncine, il numero di residenti fissi è gradualmente in aumento, non solo i nuovi pensionati della cosiddetta generazione del "baby boom" ma anche artisti e "personaggi creativi" che, come noi, cercano di contribuire alla creazione di un'atmosfera culturale molto particolare in un luogo che non è certamente città ma nemmeno campagna in senso stretto.

Omuroyama, uno dei simboli di Izu Kogen, è immediatamente riconoscibile da quella particolare, gentile siluette verde chiaro che contrasta con il verde scuro della fitta vegetazione sottostante, e che è così perfetta da sembrare quasi opera dell'uomo. Da alcune angolazioni pare un enorme panettone. È però un vulcano dalla lunga storia: l'ultima eruzione avvenne infatti circa 3.000 anni fa.
"Sakura-no-sato", un delizioso angolo posto ai piedi di Omuroyama, si dice ospiti in un'area così ristretta oltre 3.000 alberi di ciliegio ed è meta continua di turisti del tradizionale hanami, l'evento ogni anno più atteso dai giapponesi.
Omuroyama è altresì considerato un luogo di straordinaria concentrazione energetica ove la forza della natura è avverrtibile ovunque. Quello che ha subito attratto la nostra curiosità alla prima visita ai piedi del piccolo vulcano è un albero molto antico, situato a pochi passi dal tradizionale tori che ne segna l'ingresso spirituale, i cui rami si spiegano al cielo in una forma molto drammatica come lunghe braccia che implorano gli dei di alleviare il dolore causato dall'inarrestabile distruzione della natura. È proprio qui che noi viviamo e lavoriamo, ai piedi del pendio sud, esposto ai spesso forti e purificatori venti di sud-ovest.


