Chi sono i traduttori freelance?
Il traduttore freelance è una figura professionale spesso sconosciuta al grande pubblico, seppur così insostituibile e imprescindibile nel mondo dell'intermediazione linguistica.
Naturalmente parliamo di traduttori freelance professionisti a tempo pieno, anche se è da riconoscere l'esistenza di ottimi traduttori occasionali.

Come si diventa traduttori? Dopo tredici anni di traduzione professionale in Giappone e oltre trenta complessivi di esecuzione, gestione e valutazione di traduzioni in diversi settori di lavoro in Italia, possiamo affermare con ragionevole sicurezza che per divenire traduttori di successo servono almeno quattro ingredienti fondamentali, il cui peso specifico può variare secondo il dominio di traduzione: ottima conoscenza della lingua sorgente (italiano, inglese e giapponese nel nostro caso), padronanza della lingua di destinazione scritta (italiano e giapponese nel nostro caso), conoscenza specialistica (necessaria nei settori applicativi che richiedono una preparazione tecnica particolare) e, perché no, talento. Esiste anche un percorso formativo universitario, strada generalmente seguita da molti traduttori, che tuttavia non fornisce, se non in minima e comunque insufficiente parte, le basi pratiche necessarie per svolgere questo lavoro con reale soddisfazione del committente. Il talento, così come in tutti i settori che richiedono una certa dose di creatività, non lo s'impara sui banchi di scuola. Ora:
Nella realtà:
Esistono bravi traduttori professionisti, laureati e non.
Esistono mediocri traduttori professionisti, laureati e non.
Esistono persone che tradurrebbero meglio dei bravi traduttori professionisti, se solo lo volessero.
Il traduttore freelance professionista sa bene come calcolare i prezzi. Tiene infatti conto del tempo medio che impiega per tradurre, di almeno un giorno di riposo la settimana, di almeno due periodi di ferie l'anno, dei possibili periodi di malattia, degli accantonamenti pensionistici, dell'acquisto periodico di hardware e software (i computer e le periferiche oggi hanno una vita media operativa di circa tre anni; occorre inoltre possedere tutti i principali programmi, alcuni dei quali imposti dalle agenzie di traduzione) e dei periodi di aggiornamento professionale. La convenzione vuole che i prezzi di traduzione sono calcolati in base al numero delle parole del testo sorgente (o dei caratteri, ad esempio per lingue come il giapponese). Poiché tuttavia ciò che maggiormente preme al traduttore freelance è vedere correttamente retribuito il tempo che impiega effettivamente per tradurre, in base all'argomento egli preferirà formulare l'offerta sulla base di questo anziché del mero conteggio di parole o caratteri. 200 parole di testo specialistico o che richiede molta elaborazione stilistica (un argomento di marketing, ad esempio, oppure un po' esoterico), può infatti richiedere più tempo di 1.000 parole di un argomento di media difficoltà (ad esempio il manuale di un videoregistratore).
- Forniteci un testo sorgente scritto da una persona realmente madrelingua (giapponese, inglese o italiano nel nostro caso). La traduzione di testi scritti da persone non o non completamente madrelingua non può che compromettere alla base il livello di qualità atteso.
- Forniteci ogni possibile riferimento (disegni, terminologia preferita, ecc.), soprattutto se si tratta di una traduzione tecnica. Ma anche una semplice lettera commerciale o privata, ad esempio, può far rendere necessaria la conoscenza del background affinché il messaggio sia più mirato, pertinente e di linguaggio appropriato. Quello che è ovvio per il committente potrebbe non esserlo per il traduttore e gli s'impedirebbe inoltre di comunicare il messaggio nel modo inteso.
- Anche se avete un po' di fretta, lasciateci più tempo. La traduzione è spesso un processo creativo e, come tale, richiede i tempi giusti.


