Traduzioni tecniche? Sì, grazie.
Sono testi elaborati da documenti prodotti dai cosidetti “scrittori tecnici” o, più in generale, relativi agli argomenti tecnologici e all’applicazione pratica d’informazioni tecnologiche o scientifiche. Meccanica, informatica, elettronica, energie rinnovabili, chimica e così via: i campi sono moltissimi e la terminologia si espande ed evolve praticamente ogni giorno con il sopraggiungere di nuovi studi, scoperte e invenzioni.
Mentre nelle copie linguistiche più comuni come italiano-inglese il mercato è tanto ampio da lasciare sufficiente spazio a molti traduttori tecnici specializzati nei diversi settori, a parte le pochissime eccezioni nelle coppie linguistiche più rare come l'italiano-giapponese è difficile trovarne di realmente specializzati o addirittura a mono-specializzazione.
La risposta breve è sì. La risposta lunga è forse. In effetti, l'ideale sarebbe che fosse un tecnico a tradurre un testo tecnico, almeno nei settori ove l'esperienza diretta non è facilmente sostituibile con la sola conoscenza teorica pur se acquisita in un lungo tempo. Ma poiché di traduttori tecnici ex-tecnici ve ne sono relativamente pochi, e tanto meno nelle copie linguistiche rare, il resto del lavoro deve per forza essere affidato ai cosiddetti traduttori generici. Ecco allora la necessità che, almeno, possiedano una cultura tecnica di base piuttosto vasta ed eterogenea, o meglio ancora una certa "mentalità tecnica" che li aiuti a produrre traduzioni comprensibili anche se non perfette dal punto di vista del lessico tecnico. Senza questa anche disponendo di molti dizionari non sempre è possibile individuare la terminologia corretta, perché variabile da un contesto all’altro che si potrebbe non saper distinguere. Solo il traduttore tecnico esperto e/o di formazione tecnica ci riuscirà, per diretta conoscenza o per semplice ragionamento.
Benché oggi in Internet si trovi di tutto - anche gli argomenti più difficili e oscuri grazie alla dedizione e generosità di molti veri specialisti (ma a volte anche di persone incompetenti) - la tentazione di prelevare tali informazioni in modo acritico può rivelarsi disastrosa. Tra l’altro, ricercare in Internet un argomento sconosciuto spesso richiede molto tempo. Il tempo tuttavia è sempre nemico del traduttore e quello sprovvisto di sufficienti conoscenze tecniche e/o molto economico in genere non può permettersi di spenderne troppo per continue ricerche in un settore di cui sa nulla o poco.
La si potrebbe definire come ciò che facilita la comprensione degli argomenti tecnici. Chi ha una mentalità tecnica troverà, se non proprio piacere, un particolare interesse o facilità a leggere un argomento tecnico e lo assimilerà quindi più velocemente. Chi non ce l’ha lo considererà invece quasi fastidioso, un muro pressoché invalicabile, e si rifiuterà quindi di capirne anche i concetti più semplici. Un traduttore senza adeguata mentalità tecnica non potrà quindi produrre una traduzione che piaccia a un tecnico, o anche solo all'utilizzatore di un apparecchio costoso.
Anche se in genere sono i traduttori maschi i più predisposti alla mentalità tecnica, non tutti ne possiedono a sufficienza. Di certo però - sempre in genere - le traduttrici ne possiedono ancor meno. Costituendo però esse la netta maggioranza dell'universo dei traduttori ed essendo gli argomenti tecnici in quantità maggiore nel mercato delle traduzioni, è ragionevole attendersi, e così in effetti è, molte traduzioni tecniche non adeguate. È un dato oggettivo, naturalmente non una discriminazione di sesso.
Mentre la teoria si acquisisce con lo studio, e più anni s’impiegano più preparazione si ottiene, l’esperienza pratica la si può ottenere soltanto con l’applicazione diretta: non necessariamente il sapere costruire o condurre una macchina, naturalmente; anche il solo essere stato a lungo tempo a contatto con persone tecniche, aver discusso con loro vari argomenti e avendole magari viste in costruzione o in uso contribuisce alla formazione di una preparazione di base molto utile, se non di più.
Solo chi ha speso un certo numero di anni in uno o più settori applicativi o tecnologici può vantare il possesso di queste due qualifiche, che riuscirà quindi a fare fruttare anche nel lavoro di traduzione. E i traduttori che non hanno mai svolto un lavoro diverso dalla traduzione? Consideriamo ad esempio il tipico traduttore che nella vita ha frequentato soltanto un corso universitario di lingue e/o traduzione e poi si è dedicato interamente al mestiere di traduttore. Potrà magari eccellere nella traduzione letteraria, legale o di marketing, ma in quella tecnica? Quale linguaggio userà per comunicare concetti tecnici a un utilizzatore tecnico o specialista di un dato settore? Quanti anni di lavoro gli ci vorranno per raggiungere un livello accettabile?
A questo in parte si può ovviare con l’esperienza di traduzione e la cooperazione con il cliente. Dopo aver tradotto moltissini manuali di costruzioni meccaniche, ad esempio, forse anche un traduttore senza un particolare background tecnico potrà riuscire a produrre un lavoro in qualche modo accettabile, ma cosa succederà in un settore completamente nuovo, ad esempio quello delle energie alternative o della cantieristica navale, se non dispone delle conoscenze tecniche di base (elettronica, tanto per fare un esempio) per capire e assimilare rapidamente le nuove nozioni? Nei dizionari o su internet potrà forse anche trovare quelli che crede siano i termini corretti, ma con quale probabilità di essere tratto in inganno? Al contrario, un traduttore con un forte background tecnico e conoscenze di base eterogenee sa meglio capire anche gli argomenti meno familiari, rendendo così la traduzione più immediatamente comprensibile per l’utilizzatore dal quale ne riceverà maggior fiducia. Nel migliore dei casi, l’incapacità di usare la terminologia più appropriata può addirittura distruggere la credibilità della traduzione, del traduttore e, se coinvolta, dell’agenzia.
La sola conoscenza terminologica non rende necessariamente efficace una traduzione tecnica, la quale richiede un tipo di linguaggio che per un traduttore non effettivamente tecnico è difficile, se non impossibile, imitare. Capita spesso di leggere manuali o trattati tecnici siffatti: da un lato l'evidenza dello sforzo fatto per ricercare i termini ma dall'altro la trascuratezza dello stile di scrittura, come se l'utente finale della traduzione non avesse diritto a una maggior attenzione. È forse questo un servizio accettabile per un cliente che ha speso molto per acquistare una macchina utensile, un condizionatore industriale o un costoso impianto "home theatre"?
Non sempre il traduttore riesce a capire bene il testo di partenza. Non necessariamente per ignoranza dell'argomento, ma ad esempio perché all'origine non è stato scritto bene oppure perché è a sua volta il risultato di una brutta traduzione. In questo caso il traduttore poco esperto si rifugerà in una semplice e poco comprensibile traduzione letterale, quasi come un programma di traduzione automatica, mentre quello più esperto saprà risalirne al reale significato e opportunamente "migliorarlo", insomma interpretarlo se necessario e, non meno importante, scrivere nella propria lingua qualcosa che abbia veramente senso.

Le traduzioni non sono equazioni matematiche. Possono infatti avere più soluzioni esatte.













