Revisione testi e correzione bozze

Servizio di correzione e revisione di traduzioni giapponesi esistenti

Revisionare e correggere una traduzione esistente per migliorarla

Quello della traduzione (giapponese e inglese per noi) è l'unico o tra gli unici settori lavorativi soggetti per specifica alla revisione di terzi. Ciò può essere giustificato dalla necessità di garantire la massima correttezza di traduzione di testi particolarmente sensibili. A volte però si trasforma semplicemente in costo aggiuntivo ingiustificato per il cliente finale. Più recentemente, passando sotto il nome di MTPE, si manifesta in un nuovo ruolo in stretta intimità con l'ormai onnipresente traduzione automatica.

INDICE

Innanzi tutto, chi sono questi “terzi”?

In genere sono altri traduttori, ma a volte revisori specializzati che amano fare solo questo. Altre volte sono semplicemente traduttori mediocri più o meno onesti lasciati liberi d'intervenire con correzioni che il traduttore originale non ha modo di vedere e tanto meno contestare. Il fatto che questo controllo sia così diffuso (e persino contemplato in una specifica norma ISO per fornitori di servizi linguistici (LSP) non significa però che sia sempre necessario.

Infatti, non di rado è superfluo e non fa che aggiungere un ulteriore onere per il cliente finale senza dare in cambio un vantaggio reale. In ogni caso, i concetti stessi di revisione testi e correzione bozze sono spesso fraintesi anche dagli addetti ai lavori, il che porta a una certa confusione nella loro attuazione. In Aliseo Japan® abbiamo il nostro modo, crediamo corretto, d'intenderli.

Introduzione al nostro servizio di revisione testi e correzione bozze in/da giapponese/inglese

Secondo le norme ISO e una prassi ormai consolidata presso i cosiddetti LSP, a seconda dell'argomento le traduzioni dovrebbero passare per tre-quattro fasi distinte:

  1. VERIFICA: controllo post-traduzione da parte del traduttore originale. Non è necessario richiederla esplicitamente perché è dovuta.
  2. REVISIONE: controllo post-traduzione da parte di un revisore — che in linea di principio dovrebbe essere diverso dal traduttore originale — per correggere gli errori di traduzione e verificare la coerenza terminologica e il registro
  3. REVISIONE SPECIALISTICA: controllo post-traduzione o post-revisione da parte di un revisore specializzato nel settore specifico, se del caso. Consiste in una revisione monolingue per valutare la correttezza terminologica e l'idoneità della traduzione allo scopo concordato e al pubblico di destinazione.
  4. CORREZIONE BOZZE: controllo finale pre-pubblicazione per garantire che tutti gli errori siano stati eliminati e che in fase d'impaginazione non ne siano stati introdotti di nuovi

Naturalmente non significa che ogni traduzione debba necessariamente passare per la fasi 2, 3 e 4. Tutto dipende da quale problema creerebbe la mancata applicazione di una o più di queste.

Va da sé che prima della consegna il traduttore originale è tenuto ad effettuare il controllo di correttezza contenutistica, sintattica, grammaticale ed eventualmente di aderenza al manuale di stile imposto dal committente.

Questo però non è sempre sufficiente. L'occhio attento di una seconda persona, generalmente un altro traduttore freelance, può infatti rilevare gli errori sfuggiti al controllo del primo, che si ritiene manchi della necessaria capacità critica del proprio lavoro. In altre parole, il secondo traduttore, che allo scopo si trasforma in revisore, acquisisce all'istante una capacità speciale di trovare gli errori degli altri (mentre potrebbe avere più difficoltà a trovare i propri).

Va da sé che il campo di applicazione della revisione e del controllo bozze è esteso alla traduzione tecnica o specialistica, alle traduzioni legali, alla traduzione di siti web e anche alla traduzione di sottotitoli.

Lingue di revisione testi e correzione bozze

  • Italiano
  • Giapponese

Mentre un traduttore generalista linguisticamente preparato può trovare difficili certi testi specialistici e, di conseguenza, finire per tradurli in modo eccessivamente “creativo”, pur magari non disponendo della stessa preparazione linguistica quello specializzato – che in certi casi potrebbe anche essere non madrelingua – può essere preferibile al primo proprio per le competenze specifiche che possiede. In questo caso sarà ovviamente necessario l'intervento di un secondo professionista, che allo scopo diviene il revisore, per rendere la traduzione finale formalmente corretta e più fruibile e adatta al pubblico di destinazione.

Nella maggior parte dei casi uno o più errori di traduzione non pregiudicano la corretta fruibilità del contenuto, né possono diventare causa d'incidenti o contenziosi legali. In tali casi può essere messa in discussione l'effettiva utilità della revisione, il cui effetto più evidente è quello di elevare inutilmente il prezzo per il cliente finale.

In altri casi il rischio effettivamente sussiste, e poiché il traduttore non è infallibile, per evitare situazioni in cui uno o più errori gravi possono comportare rischi per la vita o anche solo d'immagine è opportuno, se non raccomandabile, che il testo venga sottoposto al controllo di un revisore professionista, tra l'altro nemmeno questo infallibile.

Anche noi possiamo essere revisori di traduzioni in/dal giapponese/inglese. Nella prima veste garantiamo naturalmente la fase 1 (verifica), mentre da revisori le fasi 2 (revisione) e/o 4 (correzione bozze) secondo le istruzioni ricevute.

Detto questo, è fondamentale capire bene la differenza fra revisione testi e correzione bozze, perché non sono la stessa cosa e spesso anche gli addetti ai lavori, non solo i traduttori ma anche molte agenzie di traduzione, ne confondono la natura se non altro in termini.

Tariffe di revisione e
correzione bozze

Quanto costa una revisione?
(come calcoliamo le tariffe)

Servizio Tariffa
Revisione testi: 40 €/ora
Correzione bozze: 7 €/200 par.

Condizioni particolari

per le agenzie di traduzioni

Condizioni di fornitura

  • Queste tariffe sono soggette a regolare aggiornamento sulla base del cambio yen-euro
  • “pagina” significa 200 parole italiane o inglesi o 400 caratteri giapponesi
  • L'importo minimo di fatturazione è 40 €
  • Il termine di pagamento è 30 gg. d.f.f.m. (anticipato per i privati)
  • Metodo di pagamento: Wise, PayPal, carta di credito (MasterCard, Visa o Amex tramite servizio PayPal o bonifico IBAN/SEPA

In calce a questa pagina si trova il link a quella delle Condizioni di fornitura e dell'informativa sulla privacy, che la invitiamo a leggere prima di emettere un ordine di correzione bozze o revisione testi.


Note sulle tariffe di revisione

Quando la traduzione originale è fondamentalmente sbagliata, di registro inadeguato, carente sotto il profilo lessicale, troppo letterale o non sufficientemente scorrevole, il committente deve accettare il fatto che il prezzo della revisione possa eguagliare se non addirittura superare quello della traduzione stessa, che magari è risultata particolarmente economica proprio perché in origine affidata a un traduttore poco preparato o inesperto, oppure frutto della traduzione automatica.

Rielaborare un testo esistente richiede infatti più tempo, perché occorre muoversi in uno spazio già in qualche modo delimitato, manovrare con attenzione per mantenerne intatte le parti corrette, entrare nella mentalità del traduttore originale ed entro certi limiti nel suo stile di scrittura. Cioè, occorre pensare molto di più e, paradossalmente, il rischio d'introdurre nuovi errori aumenta.

In ogni caso, per valutare il costo della revisione in termini di tempo è innanzi tutto necessario vedere il testo su cui si dovrà operare. Incomprensibilmente è molto diffusa l'idea secondo cui la tariffa della revisione debba essere una percentuale fissa di quella della traduzione – normalmente intorno al 50%, spesso molto meno. È concettualmente sbagliato, perché non è possibile conoscere a priori l'entità dell'intervento di correzione.

Il rischio in effetti non sarebbe solo del revisore che sbagliando a quantificare la propria retribuzione economica rischierebbe di non guadagnare a sufficienza in relazione al tempo effettivamente impiegato, ma di tutta la catena del valore qualora, vedendosi costretto a lavorare velocemente e senza il necessario impegno proprio a causa della bassa tariffa di revisione accettata, non adempia onestamente all'incarico ricevuto: migliorare la traduzione anziché peggiorarla.

Cos'è la revisione testi

revisione testi
Servizio di revisione testi

Anche detta controllo bilingue, talvolta cross-check e spesso (in Giappone) persino native check, è il processo di “correzione e miglioramento” di una traduzione esistente che il committente può richiedere per accertarsi della sua fondamentale correttezza affinché, soprattutto quando destinata a un uso che se spiegato erroneamente potrebbe dar luogo a seri problemi di salute o sicurezza, oppure d'immagine se il registro non è adeguato o comunque non adatto al pubblico di destinazione, non danneggi la propria reputazione.

Ne consegue che per effettuarla correttamente è necessario conoscere adeguatamente sia la lingua di partenza, o passiva, sia quella di destinazione, o attiva, e naturalmente disporre del testo originale.

Oscar Wilde

Ho lavorato tutta la mattina alla rilettura di uno dei miei poemi, e ho tolto una virgola. Nel pomeriggio l'ho rimessa.

Oscar Wilde
Scrittore, aforista, poeta ecc.

Normalmente la revisione dovrebbe essere affidata a un traduttore o revisore madrelingua della lingua attiva. A volte, tuttavia, soprattutto nelle traduzioni tecniche o specialistiche che richiedono l'uso di una terminologia specifica non facilmente o velocemente acquisibile, può essere giustificato affidarla a chi, pur essendo solo di madrelingua passiva, possiede nozioni particolarmente utili da risultare preferibile al primo proprio perché può garantire un lavoro più professionale dal punto di vista contenutistico. S'incaricherà poi un correttore di bozze per il controllo sintattico e grammaticale finale.

In linea generale si può dire che il revisore dovrebbe anche essere un indiretto strumento didattico per il traduttore originale, perciò dovrebbe essere fondamentalmente più bravo. Ma questo succede meno di quanto dovrebbe.

I pre-requisiti del revisore:

  • Conoscere la materia trattata
  • Conoscere la lingua passiva e la lingua attiva

Controllare una traduzione significa sostanzialmente esaminarla parola per parola e significato per significato, il che implica che si finisce grosso modo per impiegare lo stesso tempo della traduzione vera e propria, ma a volte anche di più perché si è obbligati a manovrare su un testo già scritto, il che spesso è più un ostacolo che utile riferimento. Per questo motivo la revisione testi dovrebbe essere retribuita alla tariffa di traduzione, oppure sulla base del tempo effettivamente impiegato.

Cos'è la correzione bozze

In inglese proofreading, è la fase post-revisione in cui si pone a scrutinio la correttezza formale di un testo. Non ne richiede il controllo terminologico né contenutistico.

correzione bozze, o proofreading
Servizio di correzione bozze

Ne consegue che è altresì irrilevante che il correttore di bozze possegga la padronanza della materia trattata e della lingua passiva. In generale il tempo impiegato in questa fase è direttamente proporzionale al numero di parole e pertanto la tariffa del servizio è normalmente a parola.

Tuttavia capita di frequente che il committente richieda la correzione bozze quando in effetti sarebbe necessaria la revisione, più che altro a causa della confusione generalizzata sull'uso dei termini di revisione testi e correzione bozze stessi, peraltro poco giustificabile quando fatta dalle agenzie di traduzione.

Spesso a tradurre sono traduttori non madrelingua, e benché a volte la bravura di alcuni sia sorprendente sono troppe le lacune grammaticali, di sintassi ma, soprattutto, di stile di scrittura da costringere a intervenire con una revisione completa o, addirittura, una nuova traduzione.

Il pre-requisito fondamentale della correzione bozze:

  • Essere madrelingua della lingua attiva

L'uso e l'abuso della revisione testi

Quello della traduzione è un campo altamente creativo e traduttori diversi possiedono un livello di creatività espressiva diversa.

A parità di correttezza fondamentale di traduzione, molte sono le possibili soluzioni “estetiche” chiamate stili di scrittura. Basta sottoporre a dieci traduttori un testo sufficientemente lungo e articolato: anche se tutte le traduzioni saranno sostanzialmente corrette, esteticamente saranno ognuna diversa dall'altra. Sottoponendole poi a dieci revisori diversi, molto probabilmente si otterranno dieci nuove versioni esteticamente diverse, il che significa, sempre nel presupposto che siano tutte fondamentalmente corrette, che si potrà scegliere tra venti versioni finali del medesimo testo d'origine! Quale sarà dunque la “migliore”?

Per questo motivo è opportuno definire bene il campo d'azione del revisore, specificando cosa deve e cosa non può fare per evitare che per questioni di ego personale o per pura auto-promozione (a danno deliberato del traduttore) finisca col compromettere una traduzione già in origine ben fatta e ampiamente fruibile.

Il revisore dovrebbe limitarsi a suggerire le correzioni anziché implementarle direttamente, lasciando tale operazione al traduttore originale del quale è giusto e professionalmente corretto rispettare il diritto di contestazione. Purtroppo questo non succede sempre, perché normalmente il committente tende ad adottare la nuova versione pensando che, appunto perché revisionata da un altro professionista, debba essere corretta per definizione, oppure perché un nuovo coinvolgimento del traduttore potrebbe ingenerare confusione, richiedere troppo tempo o non essere pratico.

Quando il committente non conosce le lingue coinvolte (in particolare quelle più esotiche come il giapponese), non sa giudicare da sé la qualità di una traduzione e nemmeno quella della sua revisione, e se inoltre il revisore non è all'altezza del compito, può finire per lasciargli rovinare una traduzione magari già ben fatta. In tal caso, oltre a risultare il prezzo finale del lavoro inutilmente più alto, il committente stesso può essere indotto a scartare il traduttore originale solo per non essere riuscito a valutarlo correttamente. Per questo, come già detto, è importante coinvolgerlo anche nel processo di revisione.

Gioie e dolori dell’MTPE

In inglese si chiama Machine Translation Post Editing (in italiano "Traduzione automatica con revisione umana") e in sostanza significa correggere gli errori di traduzione fatti dalla macchina, cioè del software di traduzione automatica.

Moltissimi "utenti di traduzione" nel mondo avranno usato almeno una volta Google Traduttore, mentre per gli “addetti ai lavori” la macchina preferita oggi sembra essere Deepl. Altre ancora contribuiscono a mantenere florido questo mercato apparentemente redditizio (tranne che per i traduttori, s'intende) e non passa giorno che non ne appaia una nuova.

Non si può negare che almeno tra lingue strutturalmente simili come l'italiano e l'inglese la traduzione automatica abbia fatto passi da gigante sia per contenuto che per forma. Rimane però ancora piuttosto vincolata ad alcune condizioni: il testo sorgente deve essere relativamente semplice, strutturato con periodi relativamente brevi, in domini relativamente noti, con un linguaggio controllato, sintassi semplificata e una certa riduzione di lessico.

Per questo motivo, soprattutto per i traduttori la cautela non può essere mai troppa, perché le sorprese non mancano. Google Traduttore, ad esempio, traduce piuttosto letteralmente e in coppie linguistiche come italiano–giapponese ancora non è molto utile, mentre Deepl traduce in modo più naturale ma spesso "facendo il furbo", cioè omettendo nella traduzione le parti che non capisce oppure aggiungendo di propria iniziativa parole totalmente irrilevanti. Provare per credere.

Traduzione automatica:
imposta dal cliente
o scelta liberamente
dal traduttore?

Essenzialmente esistono due modi di vedere la traduzione automatica: quello delle agenzie di traduzione, che la usano per fornire al traduttore un testo pre-tradotto, perciò “solo” da correggere laddove strettamente necessario e di conseguenza costare meno, e quello del traduttore, che invece può decidere di considerarla più come un ausilio tecnico in sostituzione o aggiunta alle tradizionali risorse come, guarda un po', il classico dizionario.

La differenza però è sostanziale: subirla perché imposta dall’agenzia per ridurre i propri costi, o sceglierla come ulteriore strumento a supporto dell’autentico lavoro di traduzione umana.

Volendo andare un po' più in profondità si potrebbe dire che il concetto alla base della MTPE (o PEMT, o anche solo PE o Post Editing) così come vista dalle agenzie di traduzione è che la macchina traduce a costo zero e l'unico costo è quello del revisore, che in questo modo guadagna sensibilmente meno di ciò che guadagnerebbe traducendo da zero, cioè interamente con la propria testa.

Naturalmente mettendoci più tempo, perché contrariamente alla traduzione tradizionale che richiede di leggere solo il testo di partenza – e da là iniziare a tracciare l'architettura semantica di base – la MTPE obbliga a leggere anche la pre-traduzione automatica, la cui costruzione sintattica può però essere molto diversa da quella istintivamente preferita dal traduttore, che solo allora potrà decidere se rifiutarsi di proseguire oppure da dove cominciare a metter mano. Dopo una prima lettura si accorgerà infatti che la macchina ha fatto errori di traduzione veri e propri (che a una prima lettura non emergono grazie alla bravura traduttiva inizialmente percepita) e ha costruito le frasi a modo suo, con periodi fantasiosi e molto probabilmente effettuando una traduzione troppo letterale per il tipo di testo in questione.

Passato il primo attimo di disorientamento, il traduttore inizierà a rivedere i termini proposti dall'intelligenza superiore e a dar di coppia e incolla per dare l'ordine corretto alle parole, cioè rendere la frase più umana, soprattutto scorrevole e che non sembri tradotta da un seppur bravo traduttore non madrelingua. Magari lo assalirà uno scatto di nervi e cancellerà l'intera traduzione automatica per rifare tutto da zero, perché a furia di leggerla e rileggerla non ne viene più a capo.

Magari gli verrà pure il dubbio che la macchina – poveretta – non abbia saputo far di meglio perché in fondo le hanno dato da macinare un testo di partenza scritto da una persona non madrelingua, fenomeno sempre più frequente nel mondo della traduzione. Tipicamente però il cliente non saprà aiutarlo perché non conosce affatto quella lingua oppure perché ha altro da fare e poi, che diamine, paga il traduttore per risolvere tutti i problemi, no?

Più spesso di quanto s'immagini o ci si renda conto, il cliente arriva anche a richiedere la revisione lasciando intendere che la traduzione sia stata effettuata da un traduttore in carne ed ossa, mentre invece è solo traduzione automatica. Però quando giunge il testo può essere troppo tardi rifiutare il lavoro, forse perché non si vuole rischiare il rapporto con quel cliente che di tanto in tanto – per fortuna – manda lavori più “umani”. Oppure, quando si trova la forza di protestare, il cliente tira fuori l’insidioso discorso della “revisione leggera”: «Ma sì, non occorre poi tutta questa qualità, basta rendere il testo più o meno comprensibile...», salvo poi essere bombardati da domande e commenti del cliente finale che di quella qualità in effetti non si accontenta.

Alcune agenzie cercano di rassicurare il traduttore titubante sull’ottimo lavoro svolto in fase di “pre-revisione” dai propri specialisti interni («Hanno sistemato il testo di partenza per renderlo più comprensibile alla macchina, la cui traduzione automatica hanno integrato con le nostre “affidabili” memorie di traduzione. Vedrà che il lavoro le risulterà più facile...e veloce!») Il fatto è che questo non sempre è possibile al lato pratico, soprattutto quando l’agenzia non conosce le lingue coinvolte. Tristemente questo succede anche con documenti difficili o complessi come brevetti, sentenze di tribunale, testi storici e tutto ciò che in generale richiede precisione, ricerca e/o rielaborazione stilistica.

In sostanza si può dire che per il traduttore la MTPE unisce gli svantaggi della traduzione automatica alle difficoltà intrinseche della traduzione umana, che si sommano. Il cliente finale pagherà il lavoro quasi se non quanto la traduzione umana, ottenendo però un qualcosa che non può che essere inferiore a quanto il bravo traduttore farebbe nel modo tradizionale, perché non può ignorare totalmente il solco semantico tracciato asetticamente dalla macchina e finisce (per stanchezza?) per accettare istintivamente e acriticamente ciò che essa propone. Cioè, una soluzione di compromesso che come tale soddisfa pochi, certamente non il traduttore.

Meglio traduttori tradizionali
o
semplici correttori di
macchine intelligenti?

Forse un giorno la traduzione automatica sostituirà quasi completamente i traduttori, tranne quelli editoriali, non c'è dubbio. Pur non essendo ancora affidabile, molte agenzie di traduzioni e ancor più traduttori giurano che già non se ne può fare a meno. Noi però preferiamo continuare ad essere traduttori nel senso più vero del termine, non correttori di macchine più o meno intelligenti. Questo nuovo ruolo lo lasciamo volentieri alle nuove generazioni di traduttori – se così sarà ancora possibile continuare a chiamarli – o comunque a quelli più accomodanti le cui aspettative sono più in linea con il ruolo secondario che li attende nel mondo sempre più piatto delle lingue.

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